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REGOLAMENTO BIBLIOTECA
Modulo per la richiesta di consultazione documenti non accessibili a scaffale

Donazione Enrico Crippa (1973)
Comprende le riviste: Il Dramma, prima serie (1945- 1966) e seconda serie (1968/1969); Teatro, alcuni numeri del 1943. Edizioni degli anni dal 1900 al 1969 di testi di autori teatrali, tra cui Luigi Pirandello, Gabriele D’Annunzio, Giuseppe Giacosa.
Donazione Geri Bonfiglioli (2005)
Comprende la raccolta integrale dei programmi di sala originali della “Società Ferrarese dei Concerti”, attiva a Ferrara dal 1946 al 1955, documenti relativi alla sua istituzione e alla sua organizzazione, carteggi tra alcuni impresari e artisti e il fondatore Renzo Bonfiglioli.
Deposito Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara (2007)
Consiste di tre fotografie originali di particolare valore storico-artistico che ritraggono Maria Waldmann, Khedive Ismail e Giuseppe Verdi (quest’ultimo documento riporta una dedica autografa del M° Verdi a Maria Waldmann).
Donazione Bergamini (2007)
Comprende le parti vocali e d’orchestra del dramma lirico in Prologo e tre Atti Ugo e Parisina, composto nel 1878. Uno spartito a stampa della Messa Solenne di G.B. Bergamini per tre parti a solo. Riduzione per pianoforte ed organo
Donazione Alberto Squarcia (2015)
Comprende 214 monografie di opere teatrali e letterarie, ed. UTET, Collana ‘Grandi Scrittori Stranieri’ anni 1945 – 1956, l’opera in tre volumi F.T. Marinetti Teatro, Vito Bianco Ed., 1960 e il raro saggio di A.G. Bragaglia Scultura vivente ed. L’Eroica, Milano 1928
Donazione Franco Farina (2016)
Serie di 10 xilografie originali di Trude Waehner (Vienna, 1900-1979), eseguite su legno, costituenti il ciclo Fare e sentire musica (1972), tirate con torchio a mano da Giuseppe Maestri de “La Bottega” (Ravenna) e stampate su carta Fabriano. Numero esemplari della serie: VI/XV
Donazione Thomas Walker (2017)
Comprende 368 volumi, per la quasi totalità di argomento musicologico. I volumi costituiscono una raccolta organica in quanto tutti provenienti dalla biblioteca del Prof. Walker (docente presso l’Università degli Studi di Ferrara
Donazione Gianni Venturi (2019)
La donazione consta di 264 dischi Long Playing (33 giri) in vinile, 31 libri di argomento musicologico e 16 libretti d’opera.Per quanto riguarda i dischi, il repertorio è genericamente cameristico e orchestrale con prevalenza di prodotti del periodo anni ’60-’70. Il nucleo più consistente riguarda incisioni sinfoniche, operistiche e di musica sacra dirette da Riccardo Muti per EMI nella seconda metà degli anni ’70. Significativo è anche il numero di LP della casa discografica sovietica Melodia e della statunitense Columbia Records, quasi tutte della seconda metà degli anni Sessanta. Di particolare interesse infine alcune incisioni di composizioni dell’ungherese András Szőllősy – compositore e musicologo autore del catalogo delle opere di Bartók – amico personale del donatore.
Donazione Nestor Donato (2020)
Raccoglie testi che sono prova della multiformità di interessi che contraddistinguevano la personalità di Nestor Fabian Donato, artista italo-argentino che ha lavorato come tecnico macchinista presso il Teatro Comunale di Ferrara negli anni ’90 e 2000. Tra questi, saggistica in tema moda, cinema, musicadi centro e sud America, arte contemporanea e teatro comico italiano del ‘900.
Donazione Martin Domitrovic – Graz, Austria (2021)
Il Fondo conserva un migliaio di incisioni, tra LP e CD, quasi tutte relative alla musica vocale. Le più interessanti riguardano il repertorio operistico, con particolare riguardo ad antologie di cantanti tra le due guerre o precedenti il primo conflitto mondiale: Pasquale Amato, Mattia Battistini, Gino Bechi, Alessandro Bonci, Giuseppe Borgatti, Eugenia Burzio, Antonio Cortis, Emilio De Gorgoza, Beniamino Gigli, Aristodemo Giorgini, Marcel Journet, Hipolito Lazaro, Giovanni Martinelli, Lina Pagliughi, Tino Pattiera, Aureliano Pertile, Rosa Ponselle, Titta Ruffo, Tito Schipa, Conchita Supervia, Alessandro Ziliani e Francesco Tamagno sono solo alcune delle voci rappresentate da due o più LP in catalogo. Un elemento di curiosità ulteriore è dato dall’antologia di grandi voci ferraresi di inizio Novecento edita da Bongiovanni.
Donazione Romolina Trentini (2021)
Il Fondo consta in una raccolta di testi collezionati da Romolina Trentini, pittrice ferrarese molto apprezzata e conosciuta che ha spesso prestato la sua arte al mondo dello spettacolo, rendendola parte delle installazioni scenografiche. Tra i testi, si trovano opere teatrali, dal dramma moderno di Ibsen al teatro-canzone di Gaber, riviste e programmi attinenti a festival e mostre, saggistica teatrale e letteratura del ‘900 (v. Thomas Bernhard).
Donazione Anna Paola Mambriani (2022)
La donazione riguarda un insieme di dischi, di cui una rara edizione de La Traviata (15 dischi nella loro custodia originale) del Teatro alla Scala di Milano risalente ai primi anni ’20 del ‘900, diretta dal M° Molajoli e con il M° Vittore Veneziani direttore del Coro.
Donazione Piero Sinz e Alessandra Calzolari (2022)
Raccoglie una serie di 36 preziosi libretti d’opera risalenti ai primi anni del ‘900, la maggior parte dei quali editi da Casa Editrice Ricordi e Casa Musicale Sonzogno.
Donazione Franco Schöeneit (2022)
Si tratta di una ricca collezione di dischi in vinile composta dalla quasi totalità del repertorio mozartiano secondo il Catalogo Köchel: circa 625 composizioni tra opere, messe, litanie, sonate, cantate con orchestra – e molto altro – raccolte con dedizione da Franco Schöneit, tra i cinque ebrei ferraresi che riuscirono a tornare a casa dai campi di concentramento, e che dedicò la sua vita all’amore per la musica e alla trasmissione della Memoria.
Donazione Marco Zaccarini (2025)
La donazione consta nella collezione di 4 volumi, 38 DVD, 16 CD e 2 registrazioni in MP3 tutti dedicati all’opera lirica. In particolare, i volumi restituiscono la storia del teatro musicale, i DVD raccolgono le registrazioni audiovisive delle più conosciute opere di repertorio, mentre il materiale audio è una selezione scelta di registrazioni storiche a 78 giri.
I doni di singoli documenti o di intere raccolte sono accettati nel caso in cui la loro acquisizione sia coerente con la natura e le finalità della Biblioteca, in particolare quando essi arricchiscano e integrino le collezioni già presenti. L’offerta di materiali già in possesso della Biblioteca viene accolta solo quando la loro acquisizione favorisca concrete esigenze di servizio o di conservazione. Può essere altresì concordato l’omaggio di abbonamenti a periodici a favore della Biblioteca.
La Biblioteca è nata al fine di tutelare la memoria storica dell’attività della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, secondo quanto previsto dal suo Statuto (Art. 2, comma j)
Essa fa parte del Polo Bibliotecario Ferrarese dal 2007. La sua identità si costituisce gradualmente a partire dalla metà dagli anni Novanta come centro di raccolta e conservazione dei materiali a carattere artistico, promozionale e di documentazione che illustrano e danno testimonianza degli spettacoli realizzati dal Teatro Comunale dalla sua riapertura nel 1964 ad oggi (principalmente programmi di sala, fotografie, manifesti, rassegne stampa, testi sullo spettacolo dal vivo, audio e videoregistrazioni).Mentre si contano pochi esemplari dei primi due decenni di attività teatrale (1964-1980) si riscontra un numero crescente di documenti a partire dagli anni Ottanta, epoca in cui il fondo si arricchisce via via delle acquisizioni di materiale fotografico e, dal 1996, delle videoregistrazioni degli spettacoli.
Tutto il materiale conservato ha una specifica connotazione artistica e promozionale.
La Stagione di Carnevale era il ciclo di spettacoli di gran lunga più prestigioso e atteso dal pubblico ferrarese del Comunale per tutto l’Ottocento; si apriva a Santo Stefano e terminava col veglione di martedì grasso dell’anno successivo, costituendo una sequenza di occasioni di mondanità non più riproducibile nel corso dei restanti mesi dell’anno. Quanto alle sue modalità organizzative, tra ottobre e novembre aveva luogo l’appalto tra la municipalità e gli impresari partecipanti, ai primi di dicembre l’impresa che aveva ottenuta la concessione si rivolgeva ai proprietari dei palchi con una circolare in cui proponeva un numero garantito di recite (al solito una trentina per tre titoli) e una somma con cui sottoscrivere l’abbonamento. Gli incassi delle tombole e dei veglioni di Carnevale erano considerate parte integrante e tutt’altro che trascurabile nel bilancio dell’impresa. Quanto al cast i suoi componenti arrivavano un po’ prima di Natale e si alternavano coprendo i ruoli di tutte le opere programmate; frequenti erano i casi di sostituzione per malattia o inadeguatezza.
L’impresario era una figura-cardine del sistema organizzativo, un po’ manager e un po’ avventuriero; casi di bancarotta e di fuga del capo dell’impresa con la cassa nel bel mezzo della stagione non erano poi infrequenti; il suo era sicuramente uno dei ruoli sociali più esposti e un allestimento infelice poteva esser causa, oltre che di mancati incassi, di furor di popolo. La seconda dell’opera Celinda di Enrico Petrella genera tale disappunto negli spettatori ferraresi della Stagione di Primavera 1870 da provocare tumulti per sedare i quali occorre l’intervento della forza pubblica.
Masse orchestrali e corali per le stagioni liriche furono, per tutto il XIX secolo, scelte e istruite in loco: in pratica il Teatro Comunale di Ferrara potè vantare fino alla Prima Guerra Mondiale un’Orchestra e un Coro fissi. Gran parte dell’Orchestra proveniva inizialmente dalla Cappella Musicale del Duomo e il Reggimento Austriaco di stanza in città provvedeva a fornirle gli strumentisti a fiato, in particolare gli ottoni: l’attuale Conservatorio “Frescobaldi” venne fondato come Scuola Comunale di Musica nel 1870 proprio per formare orchestrali per il teatro. Per i coristi ci arrangiava nel vasto bacino degli amatori dotati di orecchio e passione: ancora nei primi anni del ‘900 la quasi totalità dei coristi del teatro cantava senza sapere leggere la musica.
Ma i veri divi dell’epoca erano i tenori e soprani: le prime parti delle opere di stagione percepivano compensi stratosferici per ogni recita: l’aristocrazia cittadina li coccolava dedicando loro componimenti poetici originali (sonetti a volte stampati su seta e gettati dai palchi all’artisti in scena) e ricoprendoli di doni. A integrare i loro già cospicui introiti provvedeva poi l’istituto della “beneficiata”, la serata d’onore di cui l’impresario lasciava l’incasso al cantante; “il seratante” ricambiava l’onore uscendo tra gli atti dell’opera, a volte coadiuvato da un secondo interprete “che gentilmente si prestava” e – cosa inconcepibile per le nostre moderne consuetudini di ascolto – cantava alcune delle sue arie preferite.
I concerti nasceranno proprio così, esibizioni di uno strumentista “tollerate” da un pubblico di provincia come interludio operistico. Per Stagioni Concertistiche modernamente intese bisognerà attendere gli ultimi due decenni dell’Ottocento e in particolare quelle organizzate a Teatro dal 1898 dalla Società del Quartetto.
Il patrimonio della Biblioteca cresce di giorno in giorno ad ogni appuntamento teatrale. In questo momento
La Biblioteca raccoglie:
La Mediateca offre:
L’Archivio fotografico comprende più di 350.000 immagini fotografiche così suddivise:
Il Teatro ha documentato gli spettacoli di propria titolarità, dando vita al cospicuo fondo di fotografie sopra descritto. Esso contiene immagini positive a stampa, realizzate da diversi fotografi e ricevute dalle diverse compagnie tra il 1964 e il 1980. Dal 1980 il fondo si fa più consistente ed omogeneo, poiché costituito da immagini realizzate, per la quasi totalità, dal fotografo Marco Caselli Nirmal. Negli anni ’90 i supporti si diversificano e ai positivi si aggiungono negativi e diapositive e, dalla stagione 2000/01, immagini digitalizzate.Per quanto concerne le stagioni dal 1980/81 al 2000/01, è stata realizzata una selezione tra tutte le immagini su negativo. I files digitali derivanti dai negativi sono in parte consultabili on line sull’ Opac del Polo bibliotecario unificato ferrarese.
La Fondazione Teatro Comunale ha recentemente costituito un Fondo di documenti riguardanti il musicologo Paolo Natali (1947-1986), in collaborazione con l’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara. Il Fondo è composto da materiale di diversa natura raccolto in vita e in memoria del musicologo ferrarese sia dalla famiglia e dagli amici che dalla Fondazione Teatro Comunale. La documentazione è riferita agli anni 1968-2016, ed illustra il percorso intellettuale e professionale di Paolo Natali dalle prime esperienze culturali agli anni delle importanti collaborazioni con il Centro Etnografico Ferrarese e con il Teatro Comunale di Ferrara.
Il Fondo è strutturato secondo un percorso tematico-cronologico. Oltre alla prevalente documentazione cartacea sono presenti fotografie e audiovisivi.