1. Introduzione
Situato a pochi metri dal Castello Estense, il Teatro Comunale di Ferrara si caratterizza per il contrasto fra le sobrie facciate e gli interni raffinati, inserito con discrezione in un complesso contesto architettonico. Dall’inaugurazione del 1798 fino al ‘900, è il riferimento della città come sede di spettacoli e luogo di incontri mondani. Dopo l’interruzione delle attività nella seconda guerra mondiale, alla fine degli anni ‘50 è stato ristrutturato dal Comune, e riaperto il 31 ottobre 1964. Da allora sono sempre stati tenuti saldi alcuni obiettivi: essere un centro di proposta culturale di alta qualità, far crescere le professionalità aprendosi a nuove collaborazioni, proporsi come riferimento nella formazione del pubblico. Il teatro si segnala oggi per una proposta che affianca il repertorio classico alla contemporaneità. Si impegna in nuove produzioni e programma rassegne dedicate alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Fa parte dei 23 teatri di tradizione italiani e dal 1994 ha assunto la forma giuridica di Istituzione. Ogni anno, da ottobre a giugno, vengono programmati in media 100 spettacoli nei settori di prosa, danza, lirica, concerti, teatro sperimentale e spettacoli per ragazzi, per un totale di oltre 300 rappresentazioni. Oltre 150 le giornate di attività tra conferenze, seminari, corsi di formazione e mostre. Il numero totale degli abbonati supera le 4mila unità e nel corso dell’anno si registrano oltre 25mila presenze.
2. Appunti storici
Proprio a Ferrara, nel Ducato estense, è nato il teatro moderno, le cui prime testimonianze risalgono al XV secolo: nel 1486, per il Carnevale, nel cortile del Palazzo Ducale viene realizzata una rappresentazione dei Menaechmi di Plauto. Già nel 1508, per la Cassaria di Ariosto, la “scaena” si trasforma in un fondo prospettico, e nel 1531, con la stessa commedia, viene inaugurato il primo teatro stabile di corte della storia. Dopo il trasferimento della capitale del ducato a Modena e la Devoluzione di Ferrara alla Santa Sede, la tradizione teatrale della città si mantiene viva grazie alle famiglie patrizie che realizzano i primi edifici teatrali: il Teatro degli Intrepidi; il Teatro della Sala Grande (1610); il Teatro in Cortile. Al 1662 risale il Teatro Bonacossa (il primo teatro pubblico a pagamento nella città); al 1692 il Teatro Scrofa. A inizio ‘800 l’offerta è ormai inadeguata a una società in evoluzione: anche a Ferrara sta emergendo una classe borghese in grado di orientare le scelte della pubblica amministrazione. Matura così la richiesta di un teatro capace ed elegante, costruito per volontà e con finanziamenti pubblici, che integri le attività dei due teatri in funzione.
3. Gli anni della costruzione
Nel 1773 il Cardinale Legato Borghese commissiona il progetto per il nuovo teatro a Cosimo Morelli e Antonio Foschini. La costruzione si arena fino al 1778, quando il Cardinale Carafa affida a Giuseppe Campana un nuovo progetto. Nel 1787, quando subentra il Cardinale Spinelli, un altro blocco: il progetto è ridiscusso da una commissione (ci sono tra gli altri il Piermarini, costruttore del Teatro della Scala a Milano e il Valadier, che costruirà il Teatro di Tordinona a Roma). Morelli e Foschini vengono coinvolti di nuovo. È possibile individuare i diversi apporti: al Morelli è attribuita la Rotonda e la sistemazione della facciata, al Foschini appartiene il vestibolo anteriore, con le botteghe, lo scalone d’onore, le sale per la conversazione e quelle del piano nobile. La curva ellittica della sala e i palchetti sono frutto di un ulteriore progetto. Il 2 settembre 1798, il Teatro Comunale viene inaugurato con l'opera Gli Orazi e i Curiazi di Marco Portogallo e il balletto La figlia dell’aria di Salvatore Viganò.